Hai tutto quello che ti serve per trasferirti all’estero?

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Partire per andare a lavorare all’estero è (decisamente) più facile a dirsi che a farsi. Quante volte ci siamo ritrovati a sognare di posti lontani, di città esotiche, Paesi stimolanti, dove lo standard di vita e lavorativo risulta invidiabile?

Ecco, come immaginavo. I dati sono chiari: per l’Istituto Giuseppe Toniolo, ben il 61% degli under 30 italiani ha le valigie pronte per emigrare e cercare lavoro all’estero. C’è chi parte con il lavoro in tasca, e chi parte non sapendo assolutamente niente di quello che farà il giorno dopo. In qualsiasi caso, abbiamo pensato a 5 (+1) consigli per partire preparati e sicuri di iniziare la nuova esperienza con il piede giusto. Ci sono una serie di cose da considerare per affrontare la partenza nel modo migliore possibile:

    1. Documentazione & burocrazia: oltre alla carta d’identità, passaporto, patente e tessera sanitaria (di cui sarebbe molto smart farne una copia), dovete informarvi anche della burocrazia e di tutte le carte che dovrete compilare al vostro arrivo nel Paese prescelto, di quali documenti vi serviranno per lavorare legalmente in un altro Paese, e di cosa dovrete fare per procurarveli (oltre, ovviamente, ad avere a portata di mano CV e attestati sempre aggiornati). Ottenere un visto o un permesso di lavoro richiede tempo (e soldi) quindi dovete pianificare tutto per tempo, tenendo in considerazione anche queste tempistiche, per evitare di partire senza tutta la documentazione adeguata.
    2. Soldi: molto importante da tenere a mente è anche la questione soldi. Potreste non conoscere esattamente quanti soldi guadagnerete ogni mese, quale sarà la vostra paga ogni mese, ma avete bisogno di sapere qual è lo stipendio medio del vostro settore, e in che rapporto sta con il costo della vita. Dovete fare due calcoli, considerando quanto vi rimarrà dopo aver pagato l’affitto, le bollette, le tasse, e partire organizzati. Controllate anche come vi sposterete a lavoro, se questo dettaglio andrà ad impattare il budget o no.
    3. Viaggiare leggeri: essere troppo materialisti in questo caso non vi aiuterà. Volete portare con voi quel paio di scarpe che “non si sa mai possano servire”, o quella maglia che “sta sempre bene con tutto”? Partire per cercare lavoro all’estero simboleggia anche un nuovo inizio: portatevi l’essenziale, quello che vi può servire subito (es. maglioni caldi se è inverno), ma ragionate d’astuzia, e non portatevi tutto ciò che vi viene in mente, rischiando di far scoppiare la valigia e di farci sedere sopra tutta la famiglia per farla chiudere. Per farvi mandare le cose c’è sempre tempo, e partire con 2 valigie di 25kg l’una sarebbe un peso eccessivo..ed inutile.
    4. Tempo libero & Network: prima di partire per la vostra destinazione informatevi sulla cultura e il modo di vivere del Paese. Quando ci si trasferisce, sarebbe utile considerare anche il numero dei giorni di vacanza (e giorni di malattia) che si avranno, perché sono cose che possono cambiare molto da Paese a Paese, e determinare il proprio entusiasmo e voglia di avventura in una cultura. Ed è anche per questo che dovreste crearvi una una rete di contatti in un altro Paese, per chiedere aiuto, consiglio, ed informazioni su come sia la vita in un Paese. Aderire a gruppi per expat sui social media è sempre un’ottima strategia per iniziare ad inserirsi, conoscere persone nuove, e capire come funzioni effettivamente la vita in una nazione.
    5. Avere un piano B: nonostante gli sforzi, però, non sempre le cose vanno come ci si aspetta. Avere una strategia alternativa è sempre positivo: ad esempio, è importante sapere per quanto tempo vi potete permettere di vivere in un Paese senza un lavoro.

Prendere la decisione di trasferirsi per lavoro è una decisione davvero importante (e, per questo, non adatta a tutti). Quando si fa la valigia per un lavoro, la cosa principale è non abbattersi alle prime difficoltà. Documenti, soldi, e conoscenze sono elementi che rendono ogni esperienza unica, ma all’inizio possono sopraffare e travolgere. Quindi, ecco un sesto consiglio: darsi tempo e non avere fretta. Come non si trova lavoro con uno schiocco di dita in Italia, spesso e volentieri è così anche all’estero. Tante sono le cose da tenere a mente, e tante le sfide. Ma partire ben preparati, positivi e pratici, è sicuramente un ottimo modo per iniziare a tramutare le sfide in occasioni.

 

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