Abbiamo fatto due chiacchiere con Fabrizio Chyrek, fondatore di Visual Pro 360, azienda attiva nel campo dello sviluppo di realtà immersiva, per chiedergli come Realtà Virtuale ed aumentata stanno rivoluzionando il modo tradizionale di fare business, trovando ad oggi principale applicazione nel marketing e nella formazione, e per conoscerne i vantaggi e le principali barriere all’adozione. 

 

Partiamo con una domanda semplice, qual è la differenza tra Realtà Virtuale ed Aumentata?
La Realtà Virtuale (VR) mira a coinvolgere chi ne fruisce, portandolo all’interno di una dimensione astratta e che, se pur ripropone un ambiente esistente, è distante e diversa da quella in cui il contenuto viene fruito.
La Realtà Aumentata (AR) rappresenta quanto di più simile ad una fusione tra la tecnologia e la realtà, andando ad ‘aggiungere’ all’ambiente circostante di chi sta vivendo l’esperienza informazioni pertinenti al contesto.
Entrambe le tecnologie stanno evolvendo in tempi rapidissimi e stanno prendendo innumerevoli forme, andandosi anche a mixare tra loro dando vita ad una “tecnologia” chiamata Mixed Reality.

Quali applicazioni trovano la realtà virtuale e aumentata a livello aziendale?
Nelle aziende, tra i principali obiettivi di utilizzo di queste tecnologie, troviamo sempre più spesso la formazione; intesa come supporto a distanza nelle manutenzioni, diagnostica a distanza, simulazione di operazioni in luoghi pericolosi o su prototipi ancora in fase di progetto, avvalendosi in quest’ultimo caso di applicazioni di computer grafica.
Altro ambito di utilizzo è il marketing; un settore dinamico ed in continua evoluzione, che  trova in tali strumenti una soluzione alla costante necessità di innovarsi, stupire e coinvolgere l’interlocutore, ad esempio, nell’ambito di una fiera di settore, portandolo nella propria realtà aziendale e mostrandogli i processi. A tal proposito, abbiamo di recente pubblicato un articolo su come la realtà virtuale sta rivoluzionando le fiere di settore.

Quali pensate possano diventare in futuro?
Le prospettive future, stando ai dati ufficiali ed a quanto riscontrato sul campo, vedono tali applicazioni diventare sempre più accessibili e trovare diversi utilizzi nei più disparati settori di business (formazione e-learning, medicina, intrattenimento).

Siamo convinti che nel giro di 20 anni la VR e la AR faranno parte del nostro quotidiano.

Chi sono i clienti aziendali che si rivolgono a voi? Quali servizi vengono richiesti con più frequenza?
Negli ultimi 6 mesi abbiamo lavorato per aziende di dimensioni variabili operanti nel campo energia, food, food packaging, cosmesi, motoristica aeronautica, organizzatori o sponsor eventi sportivi.
Uno dei progetti di cui andiamo più orgogliosi è la collaborazione con Maserati avvenuta nel 2005: ci era stato richiesto di sviluppare un virtual tour 360 per raccontare la nuova linea di montaggio robotizzata Comau installata nello storico stabilimento di Modena. Non ci aspettavamo di trovare fin da subito comprensione, apertura, dinamicità ed interesse verso il nostro lavoro.
Possiamo, con orgoglio, dire di essere stati in un certo senso dei pionieri nel portare tale tecnologia nei comparti Aziendale dell’automotive, che oggi ne fa, con successo, ampiamente uso sia nella comunicazione esterna che interna agli stabilimenti produttivi, a supporto di tecnici ed ingegneri.

Ci puoi raccontare di un’applicazione che avete sviluppato per scopi di formazione?

Posso menzionare l’esempio di un progetto sviluppato per una grande azienda del centro Italia che opera nel campo dell’industria cartaria: l’esigenza era quella di realizzare un’applicazione destinata alla formazione del personale sulla tematica della sicurezza.
L’obiettivo era quello di andare a riprodurre virtualmente degli ipotetici casi di pericolo in cui si sarebbero potuti trovare i dipendenti e fornire le relative informazioni su come comportarsi in ognuno di essi; il tutto ambientando gli scenari all’interno dei reali ambienti aziendali.
Siamo partiti da riprese ad altissima definizione degli stabilimenti in condizioni normali traslando poi il tutto in ambiente virtuale: alla fine con il supporto della computer-grafica abbiamo simulato ognuno degli scenari ipotetici di ‘pericolo’ (es. un incendio) che il progetto formativo richiedeva.
L’applicazione finale è stata sviluppata con un ‘concept’ dall’approccio estremamente accattivante simile al gaming, contenente addirittura una sezione ‘punti’.

Quali sono i vantaggi che derivano dalle applicazioni VR per scopi formativi?
Il vantaggio principale è l’alto livello di coinvolgimento ed interazione da parte dei dipendenti, che rappresenta infatti il nostro obiettivo primario nello sviluppo di queste tecnologie, più l’indiscussa efficacia formativa.
Altro aspetto basilare è il risparmio economico di lungo periodo: sviluppare lo stesso programma formativo con strumenti tradizionali richiede un grosso investimento di tempo e risorse. Senza contare il fatto che si sarebbe trattato di una cosa non replicabile ed utilizzabile in tempi, modi e con personale diverso.

Quali pensi che siano le barriere legate all’adozione di queste tecnologie?
Principalmente incontriamo ostacoli legati alla poca conoscenza delle tecnologie e delle reali potenzialità e vantaggi che da essa si potrebbero trarre sia nell’immediato che nel futuro.In certi casi, i costi e tempi di realizzazione non ancora accessibili alle piccole realtà tuttavia si sta assistendo ad una loro rapida e sostanziale diminuzione nel tempo.

Abitudine e poca conoscenza sono le principali barriere all’adozione di queste nuove tecnologie.
Fondamentale, quindi, diffondere quanto più possibile informazioni su tali tematiche per permettere una sempre maggiore loro assimilazione. Ci stiamo arrivando.


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