Smart Working e lockdown: come hanno reagito le aziende?

Smart Working e lockdown: come hanno reagito le aziende?

È inevitabile pensare che il periodo iniziato a Marzo 2020 abbia rappresentato un momento di svolta nella storia dell’umanità.

L’avvento dell’emergenza Covid e delle misure di restrizione dovute al Lockdown hanno portato ad un cambiamento della mappa mentale con cui ognuno di noi si orientava nel mondo intorno a sé. Un cambiamento che non ha interessato solo i singoli individui, ma la collettività intera: in particolar modo le aziende, che hanno dovuto adattarsi in maniera repentina ad un nuovo modo di andare avanti: lo Smart Working.

Ora che il peggio sembra essere passato, cerchiamo di capire quali sono gli elementi che hanno caratterizzato le aziende italiane durante il Locking down.

 

  1. MENO RIUNIONI PIÚ EFFICIENZA

“Ti ho inviato un vocale di dieci minuti per dirti di guardare la mail”. Quante volte nei primi giorni di lavoro da remoto abbiamo organizzato meeting, call, per ogni singolo compito fatto e ci siamo resi conto che più tempo passato su zoom significava meno produttività?

Il lavoro per essere “Agile” deve essere organizzato. Basta una call a inizio giornata per ritrovarsi tutti insieme, condividere i progressi fatti precedentemente e rendere più snello il processo lavorativo.

 

2. ADESSO SI LAVORA PER OBIETTIVI: PIÚ RESPONSABILITÁ E FIDUCIA

Trovarsi in Smart Working da un giorno all’altro ha di fatto messo in crisi una tipologia di organizzazione del lavoro. Il periodo che abbiamo vissuto può essere definito come quello dello “Smart working ad alta responsabilità individuale”. Il lavoratore è completamente libero e deve autoregolarsi. Ciascuno di noi ha i suoi ritmi, si può lavorare dalle 9 alle 18 come viceversa. C’è chi predilige un rigoroso silenzio, e chi preferisce svolgere le task giornaliere ascoltando il proprio disco preferito. 

Ciò che conta però è arrivare all’obiettivo prefissato. Con la responsabilità aumenta di pari passo la Fiducia che diventa la nuova moneta di scambio.

 

 

3. DIGITAL TRANSFORMATION: NOW OR NEVER

Il ruolo giocato dalla tecnologia in questo periodo è abbastanza chiaro. Se abbiamo potuto lavorare da casa è stato grazie ad un pc portatile e una connessione internet. Non bisogna pensare che ciò sia avvenuto in maniera scontata.

Come risposta alla messa in sicurezza dei lavoratori, i manager hanno dovuto dotare di dispositivi tecnologici i propri collaboratori, affidandosi a strumenti quali Zoom, Trello, Slack, per tenersi in contatto e continuare la propria attività aziendale.

Ma qui entra in gioco una delle regole fondamentali della rivoluzione digitale: chi era pronto e aveva già investito si è trovato preparato a navigare in questa incertezza, chi invece aveva sottovalutato lo Smart Working e la Digital Transformation si è trovato impreparato e ha dovuto impegnarsi per riguadagnare terreno rispetto ai competitor.

Le aziende in questo periodo non hanno dovuto cambiare solo modalità lavorativa: abbiamo assistito ad un vero cambiamento di paradigma. Le aziende, infatti, ora devono ragionare con parametri nuovi per fronteggiare le sfide della “nuova normalità”. Ciò significa aumentare la collaborazione alla pari all’interno dell’azienda, affidarsi ad una creatività data driven, curare l’Employer Branding per fare in modo che la lontananza fisica sia direttamente proporzionale all’aumento dell’unità aziendale.

 

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