Digital Trends: Una chiacchierata con Filippo Balestra – ZTE

Digital Trends: Una chiacchierata con Filippo Balestra – ZTE

Innovazione Tecnologica, investimenti sulle competenze del futuro e partnership fortemente radicate sul territorio. Questi i temi che Filippo Balestra, HR & People Manager di ZTE Italia racconta nel nostro approfondimento “Digital Trends”

1) L’Innovazione tecnologica: dal 5G all’ IOT, passando per le Smart Cities, è l’anima del vostro business. Come, tale valore, influenza i vostri processi in ambito HR?

Il dipartimento risorse umane in ZTE ha un ruolo cardine nell’apportare innovazioni nei processi. L’obiettivo che ci si è posti è quello di permettere a tutta la popolazione aziendale di valorizzare e semplificare le ordinarie attività lavorative nella vita di tutti i giorni.

Possiamo contare su un team di sviluppatori interno che realizza software innovativi ritagliati sulla nostra realtà aziendale personalizzabili a nostro piacimento. Il 2020 è per noi l’anno di grande innovazione tecnologica abbiamo introdotto strumenti avanzati nell’erogazione e nel monitoraggio del training, e con la nostra suite di software proprietari abbiamo a portata di tap il nostro ufficio.

2) Gli investimenti sull’innovazione non riguardano solo la tecnologia ma anche le competenze del futuro. Quali sono le skills che un manager dell’ecosistema digitale deve avere. Come si sono evolute negli ultimi tempi?

Il settore TLC è per definizione un contesto dinamico in cui si richiede la capacità di innovare a tutti i livelli aziendali.

In questo habitat stare al passo con i tempi non basta, si deve anticipare i tempi, trascinare il futuro nel presente. La capacità di vedere lontano è un must have, e per questo diventa rilevante avere capacità di pianificazione e organizzazione concretezza e proattività.

Fino a qualche anno fa ai managers erano richieste capacità di decision making e problem solving, oggi da sole non bastano per guidare in contesti altamente innovativi in cui il cambiamento e l’evoluzione sono diventi la normalità.

3) In meno di un anno, ZTE ha aperto 15 sedi in Italia, assumendo centinaia di giovani, anche tramite partnership scientifiche con le Università italiane. Ci può raccontare qualche dettagilo in più di questo progetto? Prevedete di espandere questa politica?

Al centro dell’azienda ci sono le persone, ed è cruciale trovare il giusto mix tra senority e juniority, da un lato, personale altamente qualificato e professionisti di spessore con pluridecennale esperienza sul territorio nazionale ed internazionale, dall’altro profili junior da affiancare ai primi su cui investire in percorsi di carriera. Quindi un forte appealing per i giovani di lavorare in una multinazionale dove la prima lingua è l’inglese, in affiancamento ad esperti del settore TLC.

ZTE ha avviato e consolidato nel corso degli anni partnership con importanti atenei sul territorio nazionale che hanno segnalato brillanti profili desiderosi di mettersi in gioco e di contribuire con le loro idee ai successi dell’azienda.

4) Dal vostro punto di vista, come e in che misura le vostre tecnologie vanno a modificare il mercato del lavoro? Quali sono le sfide tecnologiche che il vostro candidato ideale deve affrontare, e quali competenze deve possedere per superarle al meglio?

Occupandoci di infrastrutture di rete, le nostre tecnologie hanno un impatto postivio non solo nel mercato del lavoro ma in tutto il sistema Italia, basti pensare all’inaspettato ed intenso uso che le reti italiane hanno sopportato nel corso di questi mesi del 2020.

Il candidato ideale è pertanto smart, trova soluzioni innovative, è in grado di lavorare in autonomia ma performa bene anche in team ed è in grado di adattarsi al cambiamento.

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