Product Development e Formazione: Francesco Carante, OfCourse.Me

Product Development e Formazione: Francesco Carante, OfCourse.Me

Come si è adattata la formazione in tempi di Smart Working? In che modo il product development permette di raggiungere l’ Engagement tra user e piattaforma? Francesco Carante, Co-Founder & COO presso OfCourseMe racconta la sua esperienza.

1) Che impatto ha avuto il lockdown sui progetti di product development della tua azienda? La metodologia Agile ha come principio cardine la capacità di adattarsi ai cambiamenti del proprio ecosistema e del mercato: come avete reagito alle conseguenze di questa emergenza? 

Dal punto di vista organizzativo il team product/tech della nostra azienda aveva già prima del lockdown una policy di lavoro interamente da remoto, che avevamo scelto per ragioni di flessibilità ma anche e soprattutto culturali, in termini di maggiore responsabilità e minore controllo nei confronti del team.  Questo ci ha permesso di arrivarci con processi, strumenti e metodologie già rodate: è un insieme complesso di elementi che va dalle modalità e frequenze di aggiornamento reciproco, alla scelta dei programmi da usare e come usarli, alla messa in sicurezza di servizi sotto vpn ad esempio.

Dal punto di vista del business abbiamo invece assistito ad un incremento delle richieste di supporto e assistenza. Il nostro servizio è uno strumento nelle mani dei dipendenti delle aziende per la propria formazione da remoto, ed è evidente come sia diventato più rilevante e utilizzato nella quotidianità durante i mesi del lockdown.

Siamo però convinti che la maggiore rilevanza della formazione a distanza sia un elemento destinato ad essere sempre più strategico e strutturale per i nostri clienti, con un trend in accelerazione dalla pandemia in poi. Questo mette pressione sulla nostra roadmap di prodotto ma contribuisce a focalizzarla, semplificando per certi versi il nostro lavoro. Sappiamo dove dobbiamo andare, dobbiamo essere ancora più veloci di prima.

2) In ambito di product/solution development, quali sono le sfide (tecnologiche e non) più interessanti che la tua azienda dovrà affrontare nei prossimi mesi? Questa pandemia ha fatto emergere nuove necessità da parte dei clienti / utenti?.
All’interno di queste sfide, emergeranno specifici stack tecnologici / conoscenze che saranno determinanti? 

Fino a poco tempo fa il nostro servizio era utilizzato assiduamente da uno zoccolo duro e ampio di innovatori all’interno delle aziende, che poi si davano il compito di diffondere gradualmente la consapevolezza e dimestichezza con lo strumento a fette più ampie e meno specializzate della popolazione. Oggi invece l’obiettivo di familiarizzarsi con la formazione online e i nuovi formati e materiali disponibili su internet diviene imperativo per tutti, in un contesto di smartworking e decentralizzazione.

La sfida principale è quindi di rendere il nostro prodotto sempre più semplice, personalizzato e in grado di generare engagement.

Semplice: qui le parole chiave sono UX/UI e usabilità, valevano già prima e valgono ancora di più oggi, con uno sguardo ad un pubblico allargato, con personas meno propense alle nuove tecnologie.

Personalizzato: vogliamo creare un percorso formativo personalizzato per ogni dipendente, anche quelli con meno interazioni passate con lo strumento, quindi è fondamentale tradurre sempre più intensivamente la mole di dati che abbiamo in raccomandazioni personalizzate, con il giusto mix tra curation editoriale ed AI.

Engagement : qui entrano in gioco soprattutto user dialog, dalle notifiche all’interazione in piattaforma, e gamification, tema che va approcciato con sensibilità dato che parliamo di formazione, dunque l’esperienza va potenziata più in termini di qualità che di quantità.    


3) Immagini di poter accrescere il tuo team con nuovi collaboratori? Quali skills deve avere un candidato per poter affrontare le sfide che avete davanti? 

Per lavorare nel nostro contesto occorre una forte predisposizione all’innovazione. Sembra una frase fatta, ma io non mi riferisco alla curiosità superficiale per le mode del momento o i nuovi prodotti tecnologici. Servono una profonda umiltà intellettuale e una bassissima resistenza al cambiamento.

Forse ogni giorno, sicuramente ogni settimana, siamo chiamati a chiederci: che cosa posso imparare di nuovo oggi? Quale nozione che presumo di avere posso mettere in discussione oggi? Quale parte del prodotto che ho sviluppato ieri avrò l’opportunità di sostituire con una migliore oggi? Ci adeguiamo ad un mercato le cui richieste evolvono rapidamente e ci confrontiamo coi temi della formazione, dell’upskilling, dell’obsolescenza delle competenze, e dunque siamo necessariamente chiamati ad essere pionieri noi per primi.

Se non abbiamo noi l’attitudine a spingere la frontiera dell’apprendimento ogni giorno un po’ più in là, chi lo farà al posto nostro? Potrei parlare di hard skills, evidentemente per realizzare un prodotto eccellente ci servono competenze tecniche eccellenti. Soltanto sono convinto che l’attitudine alla vera innovazione conti ancora di più.

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